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venerdì 28 marzo 2014

Vorrei più niente al mondo


Vorrei più niente al mondo
e non stiamo parlando del Niente,
ma di niente.          
Di ciò che non s’ha da dire,
di ciò che non si voglia,
né deve dire.
Nemmeno tra le righe di un foglio bianco
di quell’istante in cui la parola manca
manca e non vuoi che arrivi.
È riposante il niente,
ci si trova in un grado zero, fluttuante
come il galleggiante del water,
un istante dopo si può precipitare
come Icaro o spiccare
come una medusa
dalla bellezza invisa
Perché fa paura il niente?
bisogna rigurgitare
spazzatura di ogni sorta
per sentirci su questo mondo?
Vorrei più niente al mondo.



domenica 19 gennaio 2014

Stupefatta e muta

Si cade ancora su frattaglie di sé stessi
dietro  gli angoli di queste stanze
dietro gli angoli del tuo volto.
Resto sorpresa dalle mille assonanze
e dalle esitazioni che dividono
e  arricchiscono l’anima
nella notte calda di respiri.
Mentre dormi nel tuo altrove,
resto in veglia
a disegnare la schiena,
isola di silenzi
che ho imparato ad amare
sola, 
nel mezzo d’oceani vacui.
Ti lascio andare, 
ma mi rincontrerai
stupefatto e muto
sulla battigia
dopo attimi di eterno
ad inciampare su di noi.


mercoledì 12 giugno 2013

A volte

"Qualcuno tornerà
per sentire la tua voce,
per dirti che la vita è un gioco
in mezzo ai prati,
che il tempo non ha fine
se vivi per qualcuno.
Qualcuno tornerà"

La violenza ha peso e forma enormi
e non entra nel foro,
troppo piccolo,
misero
dell’occhio della giustizia.
E verranno a dirti
– Dove sono le prove che l’hanno ammazzato? -
A volte è necessario il silenzio.
A volte no.
Bisogna ordinare di tacere
per quel qualcuno
che viveva per lui.


(Al caso Cucchi)

domenica 24 marzo 2013

La leggerezza della paura




È un labirinto di specchi
quella gabbia e
si gioca da soli
a sbattere di continuo
il muso sciocco.

“Fammi entrare".
"Sì, ma io?” “Ma tu cosa?”


Il coraggio è di chi non capisce
che la paura rende lucidi
con gli occhi gelidi e liquidi
quando si guarda il sole.

Ché non mi basta il sangue
che scorre nelle vene.
Non basta più.
Non c’è più forza
che trattenga le braccia tese
per un altro abbraccio
caduto nel vuoto.
Non c’è più alba che tenga
a mimare scorci nuovi di cielo.
Tutto appare stentato,
tremante e nudo.

“Ed il nostro tempo?”
Il nostro tempo è una cornice
intagliata d’ipocrita audacia
che smaglia i nodi della fine.




martedì 20 novembre 2012

Tra quelle piccole dita




Tra quelle piccole dita 
ci passa la speranza 
di non voler vedere altro, 
le lacrime 
negl'occhi 
e il sangue 
che racconta 
una terra per tutti
promessa dall’alto. 

L’alto,
forse il cielo
prima che fosse fuoco 
e fumo che secca la gola,
o da Dio 
prima che diventasse
più amico degli altri, non sai
e non puoi chiedere al tempo.

Non  sai perché noi qui 
si muore tutti,
gli amici volano via,
non ne torna uno
e ti lasciano solo 
al buio.
Non era così, dicono
ma non sai quando
nè come.

Tra quelle piccole
piccole dita
c’è tutto il secolo
di una storia sbagliata.




mercoledì 30 maggio 2012

Nemmeno il distintivo


Ascolta
in silenzio.
Stammi a sentire.
Non sono chi hai conosciuto
non lo sono stata mai.

Tu credi,
credi di sapere
di poter dire
delle mie debolezze,
delle mie ingenuità.

Credi di sapere
perché ho tagliato i capelli
senza toccarli o guardarli
distratto come sei
a fare girotondi compiaciuti
attorno al tuo ego dilapidato
dalle tue stesse mani

Perché vedi tutto
a forma di imbuto?
O così vuoi farmi solo credere?
Vedi il mondo da lì dentro
e giri dalla bocca larga
alla stretta
solo se a te conviene.

Sei solo chiacchiere,
senza nemmeno il distintivo,
nemmeno il distintivo.


lunedì 30 aprile 2012

L'ospite




Rivedono la luce
gli occhi miei per un momento,
palpebre svelano specchi d'anima
e al sol pensar languido
sbocciano fiori di Narciso.
Tuona il bisbiglìo dell'ospite
che mi agguanta con la sua vita
e mi invita ad osservare la sua anima,
perduta nella dannata bellezza.
Le mie anche tremano,
i suoi sguardi mi svestono
ma freddo non sento.
E' brezza di vanità venerea
e volteggio felice ed inquieta.
   Ipocrita onestà di donna
 o saggia bontà d'animo
       fuggire dalla fugace vanità,
           non rompere sogni condivisi e
                non destar l'anima sopita altrove?
           Amo quei sogni ma sanguinano
                     le mie labbra dai morsi del desiderio.

martedì 17 aprile 2012

Quando l'aria accarezza la collina


Libera mi sento in cima ad una collina
Quando sento la mia pelle calda
stirarsi dell’ebbrezza di nettari profumati.

Mi sento libera quando l’amo, quest’uomo
anche negl’anfratti più bui delle sue cantine,
quando cieco non vede
che la natura di una carezza
prigioni di sorta non teme.

Libera mi sento quando riconosco
me stessa negl’ occhi d’ognuno
e quando le sue labbra
anch’esse si fanno mie.

Quando il suono di un filo di nylon
diventa prezioso in un attimo d’eterno.

Libera , quando vedo l’aria
che morbida accarezza la collina
fino a perdersi lontano.
E i miei occhi vorrebbero perdersi con lei,
oh quanto vorrei!

E quanto vorrei che l’ultimo uomo,
l’ultima donna, che non incontrerò mai
né all'incrocio, né sul tram,
possano gioire libere
della carezza di quella mano
come foglie d’erba fresca
sulle distese colline.












giovedì 12 aprile 2012

Oltre

Per il mio ventre gonfio
coprirò il capo di cenere
aspettando di essere polvere.
E per le mie folli corse
metterò ganasce alle caviglie.
E si darà gloria alla vita
con la mano tra i capelli 
a strappare il bieco timore.

Spenti i riflettori
le luci giacciono
e tace il coro.
Trema il petto
d'un lamento
che non vuole
non deve cantare.
Non ora,
non di sera
non qui.

Sia l'infelicità 
preziosa compagna,
a immaginare 
nuovi tempi
e spazi.

La libertà è saggezza
ad obbedire ad essa
si va oltre la soglia
del presente infinito.

martedì 27 marzo 2012

Ho raccolto il tempo tra le dita

Ho raccolto il tempo tra le dita
in tasca l’ho nascosto, nella tua
tra le conchiglie smussate dal sale.

Cerca bene
e senza fretta
come sai fare tu.
Mi troverai tra le nicchie
assisa sugli scogli
ad aspettare
i tuoi baci sulla fronte
sempre in rotta
per la sottile linea
che imprigiona
lo sguardo
ne palesa il limite.

E volgerò i miei occhi
ogni qualvolta mi ritroverai
perché troverò la pace
di cui mi sazia solo il mare.

martedì 6 marzo 2012

Come un giglio. (Dedicata)

Un fiocco sul tuo viso
quel sorriso ingenuo,
che profuma di lavanda.
La  tua gentilezza
ammutolisce gli stolti
ripaga e ammalia i simili.

Ti riconoscerò da lontano
amica cara,
come un giglio
nel campo gonfio
di torba e di guado.
E non sarai sola,
non sarò più sola.

Ché ci son delle volte
in cui non se ne può più
delle banalità del male,
ci provasse 
ad essere un po'geniale!

Un’ imbarazzante libertà.
Ha tramortito l’anima.

E si rifugia lei,
in una vecchia foto 
sbiadita dal tempo,
e tutto le sembra diverso. 
Tutto nel silenzio
aderisce all’anima.
In quiete ascolta il respiro
che si fa armonico,
l’alito d’ogni corpo
diviene storia.

Forse è la materia
di cui siam fatti sogni.
E non sarai sola,
non sarò più sola.

giovedì 12 gennaio 2012

Non si pulisce il sangue se i fili restano appesi


Serriamo ancora fili tra le mani.
Tesi e sottili reggono gli arti
delle nostre anime tossiche.

Non si pulisce il sangue
se i fili restano appesi
a posticci parametri in saldo.

E sulle strade macerie in festa
propinano sembianze d'uomo
che tra draghi, principi e princìpi
ha preceduto dimenticando
riti, loghi e talismani.

E nella precarietà dell'immobile
ci si sbronza di cronaca del terrore
dannati vasalli in eterna crisi di nervi.

venerdì 25 novembre 2011

Un maldestro bisogno

E ascolto il tuo dolce sorriso
al il mio maldestro bisogno di calore.
Ché la tua limpidezza è carezza
e grida nel mio silenzioso guscio.

Potremmo un giorno guardare
dalla finestra i colori del mare?
Taci a bocca socchiusa,
come a tentar di fermare
quelle lame radenti le gote
delle mie bambole di bimba.

D’altra parte il tuo vaso antico
porta in grembo la bellezza del vissuto
di chi sogna un poco
senza versare gocce distratte.

Sazierai la mia sete lasciando
che quel vaso saggio e immortale
strabordi del moto delle mie brame?

Il silenzio non si regge.
Deve cadere.
I battiti del tempo attendono immobili.



lunedì 14 novembre 2011

Home




E sì, sarò a casa
tra un po'.
Che forse è proprio questo
quel che voglio.
Allungarmi con le braccia
per chilometri fino a
sfiorare il tetto.
Che forse è proprio
per questo che resto così,
dimezzata e 
sempre sotto sforzo
nonostante sappia
di essere solo umana.
Lascio ancora la fune
attorno alla cinghia
stretta da un capo
e dall'altro ci sei tu
a tirare con la vita
dalla tua.

venerdì 11 novembre 2011

Tormento di un dio minore

Cos’è dunque la bellezza
se d’ogni arte è il fine?
Tra le insidie è la più amata,
essenza d’ogni utopia,
ascia su ogni dunque.

(Molecola che sfugge
e sguazza libera nel caos).


Il suo mezzo è un dio minore
di lei un infante eterno
che non conosce freni, né peccati:
ama quanto violenta,
e crea mentre distrugge.
Traccia linee e sentieri
che si fan specchi in cui guardare.

Il sogno che teme o brama un arrivo
non ammette che un solo termine:
il punto in calce al quadrato.

E raccattando parole
da scatole di memoria
le adagia piano a mani giunte
in letti di foglie leggere e crude.

E soffre questo mio dio,
e si tormenta
come un mal d’amore,
per la straziante bellezza del creato,
indecifrabile mistero umano.
che non si ha il potere di svelare.

martedì 8 novembre 2011

Musica

Mi librano in volo queste note
su soffici nuvole leggere
come madri in estasi d’amore
senza una meta
senza un motivo. 


Fuggo dalla gravità,
ovvio, quotidiano pane
dal sacco carico sul dorso. 


Senza tragedia, né lacrima
ascolto il canto delle ali,
sbirciando i colori della terra. 


E ritorno giù serena , gaia
con la voglia di urlare al mondo
la gioia di guardare dal cielo.

Mistica (la pioggia)

Nella pioggia si posano
deliziose molecole,
sul vetro in cucina,
risuona il loro tocco.

Quell’odore singolare
di ciò che un tempo
non aveva peso,
né forma, ora cade.

Nella pioggia ritorno bambina:
ogni goccia si fa domanda
racchiusa in una foglia d’ossigeno
dove respira di mistica sostanza.

E dentro risuona l’idea di un Uno
che solletica la mente e gioca
con ogni dubbio così inciso.

Si svela ora,
in un’ipnotica preghiera
nella pioggia.

lunedì 7 novembre 2011

Un ritorno come altri

Come di schianto di faccia
contro un muro
dalla calce ancora fresca
s'attacca e spacca la pelle.
Ed è questo il mio ritorno
uno a caso, come altri
per trovare nuova energia,
per captare onde abortite
sulla spiaggia in pasto ai lupi.

Yes, I can.

Sono anch'io un lupo.
E questo è il mio ululare
al far della sera.
Ed intanto trema
la tua schiena
trema il petto
e le zampe che credevi
coperte di sabbia
penzolano nel mare.
Perché non siamo noi
quelli dell'horror vacui.

No, non siamo noi.

martedì 1 novembre 2011

Cinico disincanto

La vista si confonde riversando
in un calice già colmo di alcool
qualunque tentativo di pensiero.
 
Un pettine impigliato tra i nodi
di un manto notturno, le luci
strozzano un liquido passaggio
nelle salde fessure della sera.
 
Stasera voglio sputare il mio livore,
energia ad alta tensione
che rifletta le stelle eclissate
dall’impudicizia in buon costume.
Stasera la rabbia e l’inquietudine
le annego e le riverso sugli astri
da far colare giù, sul capo di chi bieco
se ne serve come cenere al vento.
Magari quell’acido corroda il guizzo
tanto da strinare la cura del ributtante bacino.
 
Dovrei essere più cinica
lo dicono tutti, il disincanto
dovrà fare il suo corso.

domenica 30 ottobre 2011

Sotto la pensilina


Perché non guardi
come fumano violenti 
inesorabili i camini?
Hai forse smesso di respirare? 


Eppure sei stata brava a fuggire
ricoprirti di inutile
un inutile non tuo. 


Brrr qui fa freddo!
e tu ti ostini ad andare in giro
con velluto sulle spalle
e cotone ai piedi.